martedì 21 giugno 2011

Vacanze e tranquillità: cronaca di un week end al mare

(ovvero…quando è troppo è troppo)
(ovvero…si salvi chi può)
(ovvero…troppi MA)
Quando le supermamme ventilano ai loro mariti l’idea di una giornata al mare con le cuginette e alcune amichette delle figlie, loro bofonchiano un po’ cinicamente che quella sarà tutt’altro che una giornata rilassante e le supermamme si risentono leggermente, perché sono supermamme e pensano che in fondo è un’occasione di amicizia e svago per sé e per tutta la famiglia. Soprattutto, poi, sanno che dopo quella giornata un po’ impegnativa ci saranno due giorni di pieno relax con la propria supermamma sorella, le nipotine, le proprie figlie; asseconderanno la voglia di stare insieme, di seguire ritmi rilassati, di giochi sereni tra le cuginette, di sole e mare e vento benefico.
E anche quando al termine della giornata “un po’ impegnativa” un terribile mal di testa le fa soffrire fino al vomito, l’idea di quei due giorni di pace già le rinvigorisce.
Questo immaginano e desiderano.
Ma la spina per la tv è rotta e la sera aspettando la poppata passa più che nel guardare un vecchio film romantico, nel cacciare mosche e zanzare moleste, accendere zampironi e spalmarsi di autan prima della notte, che con quella invasione ronzante non si annuncia così amichevole.
(… noi ce la faremo)
Ma dopo gli assestamenti serali e il sonno che finalmente arriva per tutti nel cuore della notte, la normale poppata si trasforma subito in qualcosa di diverso perché quel corpicino scotta e il termometro conferma i dubbi e si è lontani un po’ da tutto; si telefona in pediatria, si fa ingurgitare tachipirina con cucchiaino, si culla, si spera che passi e che tutto si riassesti, si cerca di addormentarsi di nuovo, già un po’ meno tranquille.(…noi ce la faremo)
Ma anche questo sonno dura poco, le supermamme sentono aggirarsi inquieta per la casa un’altra creatura, svegliata dal precedente trambusto o, come lei dice, da un’incapacità di respirare e un senso di malessere. Le supermamme incitano a far finta di niente, a non lasciarsi influenzare dalla notte, a mettersi tranquille, ma poco dopo il classico rumore di vomito sul pavimento le allerta nuovamente: la piadina sbocconcellata la sera prima malvolentieri ora giace sulle piastrelle che, ora, alle prime luci dell’alba, andranno pulite, igienizzate. Si cerca un secchio, niente secchio, si usa scottex, carta igienica e il bidet come secchio, si spruzza generosamente napisan. (…ce la faremo)
Le luci del mattino al mare e la brezza fresca rendono meno difficile alzarsi, preparare la camomilla e vegliare la pargola da nuovi attacchi di vomito; il rosa del cielo fa comunque sperare in bene fino al successivo splash di camomilla e briciole sulle piastrelle, visto che anche questa volta il bagno troppo lontano da raggiungere e il secchio ancora introvabile.
Quando finalmente la normalità sembra essere tornata, una decisione è sicura: croissant e cappuccino sono un ottimo viatico per dare un senso alla giornata. Così, tra i primi bagnanti sereni che raggiungono le spiagge, le supermamme escono in cerca di dolci rimedi e un secchio (introvabile anche al market).
Ma il gineceo riunito a sole già alto attorno a quelle delizie fa infine propendere per una svolta positiva a tutto quel trambusto e la giornata si apre con i migliori auspici: vomito sedato, casa pulita, neonata sfebbrata e sorridente, rassicurazioni della pediatra di fiducia via telefono. (…ce la faremo)
Così le supermamme pensano di sbrigare la cucina e fare un giretto al mare prima di pranzo ma fanno un grossissimo errore: far partire la lavastoviglie.
Non sanno che quello sarà l’inizio della fine, quello che, assieme alla febbre di nuovo salita, alla demoralizzazione e alla fatica stremante, le riporterà a casa anzitempo ponendo fine al loro sogno di relax al mare: la lavastoviglie infatti comincia a perdere, a zampillare, a invadere la cucina di acqua difficile da raccogliere pur con gli asciugamani da spiaggia, ma sempre senza secchio!!!
Così nonostante i propositi, la super capacità di rimotivarsi e ridarsi obiettivi (meglio del tom tom), la inenarrabile abilità nel risolvere problemi che si presentano copiosi uno di seguito all’altro, sentono che stavolta è troppo, non ce la fanno e, con l’immane fatica di svuotare una casa riempita per sole 24 ore e la coda tra le gambe, tornano verso casa (barlume di tranquillità?) con il sole che tramonta negli occhi, cantando de gregori che dà consigli sui calci di rigore.

mercoledì 15 giugno 2011

Sole

Non avrebbero mai pensato di arrivare ad ammetterlo, ma in certi momenti della loro vita, della loro giornata, le supermamme desidererebbero essere sole.
Forse questo desiderio nasce dal fatto che sole non lo sono neanche quando lo sono fisicamente e sanno quindi che a loro la compagnia non mancherà mai (chi è solo davvero potrebbe leggere tutto ciò come una bestemmia), ma certo dentro di loro talvolta esplode questo bisogno. Peraltro mai ascoltato. (E come?)
Sole ai piedi di una montagna svizzera davanti ad un laghetto silenzioso e accogliente con un libro buono per loro (non necessariamente un buon libro) e un sole fresco e scaldante che illumini i loro corpi rilassati. Sole in una spiaggia del mondo, non necessariamente lontana, ma con sabbia morbida, mare turchese e trasparente e tutti i comfort desiderati. Sole in una spa dove dal mattino alla sera qualcuno le culli e le coccoli con cibi e massaggi e trattamenti. Sole sulle colline toscane o marchigiane o umbre, con ulivi e prati e campi di grano e ombra e sole alle loro spalle. Sole… basterebbe in una casa che rispondesse a loro stesse, con l’ordine o il disordine del caso, dove non sentire voci continue e interruzioni ai propri pensieri, dove darsi dei tempi che fossero nuovamente i propri, …
Forse proprio perché sanno che sole non sono, le supermamme ogni tanto fantasticano e immaginano una vita parallela, in cui però non saprebbero da che parte cominciare.