mercoledì 30 maggio 2012

Anestesia

Le supermamme non sono piagnone, ma talvolta vorrebbero esserlo. Più precisamente, vorrebbero fare uscire con mille lacrime anche mille tensioni, desideri, sconfitte, paure, urla, gioie represse, risate.... tutto ciò che sembra essere sopito e schiacciato in una sorta di anestesia. Dicono che è fisiologico anestetizzare i sentimenti, tutti, per non soffrire: per non sentire il dolore non si sente neppure altro.
E' che spesso la vita le mette di fronte a troppi terremoti, a troppe scosse, e quando paiono riuscire a rialzarsi, ecco intervenire qualcos'altro a schiacciarle.
Fuor di metafora (ma non poi tanto...): non è che non vorrebbero ridere, raccontarsi, lasciarsi andare, fare l'amore, lanciarsi, correre, divertirsi, andare al cinema, annusare i gelsomini o i tigli di maggio, godersi il riposo notturno o una buona lettura prima di addormentarsi... E' che, forse per  la protezione della specie, proprio non ce la fanno e rimangono così, sospese in quell'anestesia dei sentimenti che dovrà pur finire. E bene!

martedì 15 maggio 2012

Come nella pubblicità

Svegliarsi di mattino presto con due cucciolotti e un marito amorevolmente piombanti addosso e godersi quelle assonnate e dolci zampate al pari di una sonnecchiosa placida mamma orsa o fiera leonessa; sbirciare con il primo occhio aperto dei pacchetti lì sul letto e non avere nessuna ansia di scoprire cosa ci sarà dentro perchè il regalo è già lì con loro (e ogni giorno, poi...); non desiderare più che scatti il "cloc" del nuovo anno che inizia di nuovo, ma apprezzare invece l'affetto di tanti che per quello si ricordano di loro e le riscaldano, permettersi di pensare che per un giorno almeno tutto questo se lo meritano...
...Ecco, come nella famora pubblicità, tutto questo non ha prezzo!

venerdì 11 maggio 2012

E cosa importa allora?

Nei periodi di revisione esistenziale intimo-pessimistica capita che le supermamme si continuino a porre interrogativi. Si sentono come il centro dell'orologio che prende in rassegna minuto dopo minuto e fa girare le lancette. Così loro prendono mentalmente in rassegna ogni aspetto dell'esistenza propria e altrui e lo vorrebbero gestire, sistemare, ordinare. Impossibile. Impossibile gestire ogni cosa e soprattutto sistemarla a dovere. Talvolta vengono prese da accessi improvvisi di riordino e riorganizzazione di ante e cassetti, e questo parzialmente le calma perchè le illude di avere almeno qualcosa di lineare, organizzato e sotto controllo nella loro vita.
Ma gli interrogativi non cessano e sarebbe tanto bello per loro trovare risposte tranquillizanti o perlomeno smettere di domandare.
Perchè devono ignorare, accettare rilassate o addirittura amare l'entropia e il caos nelle diverse camere della casa quando sono persone che si sentono a loro agio nella linearità e nell'ordine? O viceversa perchè devono sentirsi rimproverate da figli ordinati che le rimproverano del loro disordine, della loro confusione?
Perchè non devono sentirsi eternamente sbagliate nella percezione che le altre supermamme riescano ad affrontare tutto con una saggezza e una serenità che loro non possiedono? Perchè continuano a non rintracciare i loro sogni più profondi? E i loro sogni di  bambine non sono forse già realizzati? Perchè non sempre sono convinte che i soldi non diano la felicità? E perchè sotto sotto continuano a desiderare quelle sciocchezze frivole che sanno bene non dare la felicità?
Continuano a dirsi che hanno già tanto e che non sono queste "le" cose importanti, ma non sempre sanno sentire dentro di loro cosa importi davvero.

martedì 1 maggio 2012

Alle supermamme non si addice...


Non si addice più passeggiare nella penombra delle sere umide e profumate di maggio e incappare in altrettanto umide e profumate labbra. Eppure quel profumo aleggia ancora nell’aria.
Non si addice più uscire con i soldi stropicciati nelle tasche e i sogni nella testa. Eppure quella testa è ancora la loro.
Non si addice più passare le giornate senza alcun progetto, vagare senza piani, senza controllare che tutto sia a posto, stare lì dove si è e bearsene. Eppure quel progettare continuo a volte le divora.
Non si addice essere spensierate e frivole. Eppure sarebbe bello provare a liberarsi e librarsi.
Non si addice alle supermamme sentirsi ancora ragazze. Eppure non si sentono  ancora “signore”.