lunedì 29 dicembre 2014

In ripresa

Lungi dal voler fare riflessioni economiche sull'uscita del mondo dalla crisi, come in tanti continuamente fanno, le supermamme invece pensano che l'essere "in ripresa" sia la condizione che si augurano pensando al nuovo anno.
Certamente tutte avranno provato quella sensazione elettrizzante e rinvigorente capace di far sentire che le cose possono andare per il verso giusto, ed è proprio quella che desiderano sentire dentro di sè.
Come la prima volta che si riesce a fare una gita fuori porta dopo che sono nati i pargoletti, e si vede che non solo è possibile, ma pure divertente scoprire le cose anche attraverso i loro tempi e i loro occhi.
O come quando si cambia lavoro, e a prevalere sul disorientamento e i timori intervengono l'entusiasmo e la voglia di novità.
O come quando ci si riprende lentamente da una lunga convalescenza, e ci si fa la doccia, e i capelli tornano lisci e profumati.
O dopo un intervento chirurgico in cui giorno dopo giorno si fanno progressi, ci si riappriopria del proprio corpo e si riassapora la normalità di gesti come andare in bicicletta, guidare, andare al mercato e portare le sporte fin dentro casa.
O come appena sposate quando quasi sembrava un gioco quel prendersi cura reciproco e della casa e dei propri sogni.
Oppure la sensazione di quando si cerca una nuova casa, e la si trova, e la si pensa nei dettagli e nonostante lo sfinimento del trasloco, si desidera mettere a posto le cose e rendere proprie quelle mura appena imbiancate.
O del primo giorno di un viaggio, in cui la stanchezza del lavoro appena lasciato pesa ancora, ma rafforza il senso di libertà di partire per strade nuove, o vecchie, o magari anche sbagliate, ma con la gioia di scoprire, di cambiare aria e pensieri, di guardare con un pizzico di spensieratezza l'esistenza.
Ecco, così vorrebbero fosse il loro nuovo anno, lontano dalle paludi della rassegnazione, dell'accidia, dell'ipocrisia e del malumore. In molti cercheranno di convincerle che non vale la pena darsi da fare, ma la voglia di sentirsi così "in ripresa" è già un punto di partenza.

domenica 14 dicembre 2014

A dura prova

Quando i pargoletti hanno pochi mesi di vita, o l’anno raggiunto a malapena, e quando magari i pargoletti sono due o più e vicini, da accudire in ogni cosa ovvero soffiare nasi, pulire culetti, imboccare pappe, rimboccare coperte, dissetare gole, ninnare corpicini, misurare temperature, … pensano che non ce la faranno mai. Non sempre, ma in certe giornate si sentono davvero immerse, impantanate, invischiate in un qui ed ora destinato a diventare eterno, senza soluzione di continuità, senza che ci sia più spazio alcuno per loro stesse.
Poi l’evoluzione va da sé  e, a mano a mano che il tempo passa, quelle fatiche immani si allentano, si attenuano, si modificano. La fatica da fisica diviene psicologica. Da muscolare a cerebrale, fitta di domande, interrogativi, spiegazioni, compromessi, autonomie e ritorni alla gonnella della mamma. Codine, treccine, capelli sciolti, capelli corti, capelli arricciati, capelli con strani artifici: come le capigliature delle bambine anche quelle vite si modificano e si assestano in pieghe e acconciature diverse e, dietro, le supermamme a lisciare, pettinare, districare, legare e fermare ogni giorno.
Poi l’alluvione, il pantano, e la furia degli eventi arrivano di nuovo a travolgerle in quel periodo più o meno breve, più o meno intenso, più o meno problematico che nei trattati viene definito “ADOLESCENZA”. La simbiosi mamma-neonato, proprio ora che il figlio si stacca dalla mamma e fa tentativi per diventare autonomo e a sé, si trasforma in simbiosi tra le emozioni violente dei figli e la vita delle supermamme, potentemente e inaspettatamente investite da quelle. Chi si sente solo, chi brutto, chi reagisce con la chiusura, chi con la ribellione, chi sta ore sui libri come novello Leopardi, chi elimina libri e parole scritte dalla propria vita, chi si acconcia davanti allo specchio bloccando l'accesso al bagno, chi si trasforma in orso della caverna  con tutti i suoi umori addosso… Tipologie diversissime di adolescenti, con le supermamme  ugualmente impreparate a ciascuna di esse.  Perché magari quella disordinata avrà il figlio con i cassetti ordinati maniacalmente per colore e forma e guai a toccarglieli; e quella ordinata invece vedrà cumuli di oggetti, vestiti, scarpe ed elastici per capelli che neanche lo spazzaneve riesce a smuovere dalle stanze. O calme con figli urlatori; urlatrici con figli atarassici e zen. Senza contare poi che chi ha più figli incontra anche  diverse tipologie, rigorosamente diversissime una dall’altra. E tutte rigorosamente senza libretto di istruzioni!
Davvero le supermamme a volte sono messe a dura prova e rischiano di invischiarsi troppo nelle malefatte delle loro creature, dal pianto notturno e bavoso per i dentini che crescono a quello silenzioso e abbattuto per un votaccio che sembra immeritato.
La soluzione è prendere le distanze? Le supermamme accettano consigli!