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Fasi

Non si accorgono neppure di entrare in una nuova fase, nè di averne appena conclusa una. Così il fasciatoio sparisce dal bagno e con esso tutto quello che c'era sopra - cremine, cotton fioc, pannolini, garzettine, spazzoline, forbicine- e sembra quasi non ci sia mai stato; come il seggiolone, il passeggino, l'ambaradan di cose da portarsi dietro ad ogni spostamento. Così non c'è più bisogno di andarli a prendere fuori da scuola, nè di fare appostamenti di sicurezza. Non  si devono più comprare pastine, robioline, prosciuttini, basta spezzettare bocconi dal proprio piatto. Non si partecipa più a recite di fine anno, non si ricevono più i lavoretti per le feste; solo a volte accolgono con consapevolezza l'ultimo maufatto della primaria, con un pizzico di nostalgia e una punta di malinconia. Così non c'è più bisogno di alzarsi nel bel mezzo del pranzo a lavare un culettino al grido di "Faaaattaaaa"!!!! Così non occorre più controllare problemi e composi...

Anime rock

Non tutte presentano le stesse celate caratteristiche; aldilà di quel che si vede ogni supermamma ha un carattere preciso, un temperamento che le porta ad essere, dentro, malinconiche, ottimiste, passionali o tiepide, mollemente pigre o superagitate, organizzate, posapiano, rilassate, spente, attive.... Molte di loro sotto sotto nascondono un animo diverso da quello più palese, manifesto, istituzionale. Non è che fingano durante le loro vite, ma il tempo e le circostanze le hanno portate a darsi un contegno: il loro ruolo lo chiede, ed è naturale così. Eppure, sottile, quando meno se ne accorgono, in alcune di loro rispunta quella voglia di scatenare lo spirito dolcemente ribelle, sanguigno, quella voglia di battere i tacchi e le nacchere in un flamenco diverso dai passi di ogni giorno. Non amano particolarmente il rock, ma la loro anima sotto sotto lo è. Se ne accorgono alla festa di fine anno dei pupi quando un banale motivo rockeggiante impedisce loro di trattenere piedi, braccia, t...

Anestesia

Le supermamme non sono piagnone, ma talvolta vorrebbero esserlo. Più precisamente, vorrebbero fare uscire con mille lacrime anche mille tensioni, desideri, sconfitte, paure, urla, gioie represse, risate.... tutto ciò che sembra essere sopito e schiacciato in una sorta di anestesia. Dicono che è fisiologico anestetizzare i sentimenti, tutti, per non soffrire: per non sentire il dolore non si sente neppure altro. E' che spesso la vita le mette di fronte a troppi terremoti, a troppe scosse, e quando paiono riuscire a rialzarsi, ecco intervenire qualcos'altro a schiacciarle. Fuor di metafora (ma non poi tanto...): non è che non vorrebbero ridere, raccontarsi, lasciarsi andare, fare l'amore, lanciarsi, correre, divertirsi, andare al cinema, annusare i gelsomini o i tigli di maggio, godersi il riposo notturno o una buona lettura prima di addormentarsi... E' che, forse per  la protezione della specie, proprio non ce la fanno e rimangono così, sospese in quell'anestesia d...

Come nella pubblicità

Svegliarsi di mattino presto con due cucciolotti e un marito amorevolmente piombanti addosso e godersi quelle assonnate e dolci zampate al pari di una sonnecchiosa placida mamma orsa o fiera leonessa; sbirciare con il primo occhio aperto dei pacchetti lì sul letto e non avere nessuna ansia di scoprire cosa ci sarà dentro perchè il regalo è già lì con loro (e ogni giorno, poi...); non desiderare più che scatti il "cloc" del nuovo anno che inizia di nuovo, ma apprezzare invece l'affetto di tanti che per quello si ricordano di loro e le riscaldano, permettersi di pensare che per un giorno almeno tutto questo se lo meritano... ...Ecco, come nella famora pubblicità, tutto questo non ha prezzo!

E cosa importa allora?

Nei periodi di revisione esistenziale intimo-pessimistica capita che le supermamme si continuino a porre interrogativi. Si sentono come il centro dell'orologio che prende in rassegna minuto dopo minuto e fa girare le lancette. Così loro prendono mentalmente in rassegna ogni aspetto dell'esistenza propria e altrui e lo vorrebbero gestire, sistemare, ordinare. Impossibile. Impossibile gestire ogni cosa e soprattutto sistemarla a dovere. Talvolta vengono prese da accessi improvvisi di riordino e riorganizzazione di ante e cassetti, e questo parzialmente le calma perchè le illude di avere almeno qualcosa di lineare, organizzato e sotto controllo nella loro vita. Ma gli interrogativi non cessano e sarebbe tanto bello per loro trovare risposte tranquillizanti o perlomeno smettere di domandare. Perchè devono ignorare, accettare rilassate o addirittura amare l'entropia e il caos nelle diverse camere della casa quando sono persone che si sentono a loro agio nella linearità e nell...

Alle supermamme non si addice...

Non si addice più passeggiare nella penombra delle sere umide e profumate di maggio e incappare in altrettanto umide e profumate labbra. Eppure quel profumo aleggia ancora nell’aria. Non si addice più uscire con i soldi stropicciati nelle tasche e i sogni nella testa. Eppure quella testa è ancora la loro. Non si addice più passare le giornate senza alcun progetto, vagare senza piani, senza controllare che tutto sia a posto, stare lì dove si è e bearsene. Eppure quel progettare continuo a volte le divora. Non si addice essere spensierate e frivole. Eppure sarebbe bello provare a liberarsi e librarsi. Non si addice alle supermamme sentirsi ancora ragazze. Eppure non si sentono   ancora “signore”.

Tu non sai

In una intensa poesia Turoldo si rivolgeva a Dio e gli diceva che Lui non sapeva molte cose, di quelle che succedono quaggiù, di quelle da uomini e donne normali, che ogni giorno hanno a che fare con la vita e tutto quello che ciò vuol dire. Tu non sai molte cose, concludeva il frate affidandosi comunque al suo creatore e riconoscendolo come interlocutore. Così ugualmente le supermamme a volte rivolgono il loro sguardo in alto e nella loro ignoranza delle cose del Cielo gli dicono “Tu non sai”. Tu non sai il movimento impercettibile di una farfalla dentro di sé, l’ansia che tutto vada bene, i calci più tardi che tolgono il sonno. Non sai il perdere il sonno, e non capire più niente al mattino e desiderare essere sole per una notte intera. Tu non sai la sofferenza di vedere tuo figlio soffrire, o perdersi, o allontanarsi, e non potere fare niente. Non sai la bellezza di manine e braccia e sorrisi, né la voglia mista a paura che i tuoi figli crescano. E neppure sai come crescono in fret...