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Siamo nel 2012: capita che le supermamme che scrivono post persi nella rete non abbiano ancora scritto niente. Blocco creativo. Blocco emotivo. Blocco.
E' che vorrebbero vergare la nuova pagina con ironia, o simpatia, o leggerezza.
E invece temono di dare una piega malinconica a tutto visto che è quello il velo predominante di questi tempi sui loro occhi, e si chiedono se ne valga la pena. Non hanno intenzione di rattristare il mondo (il mondo, poi!) o di apparire piagnone o chissà che altro.
I grovigli di qualche post addietro ci sono ancora, assieme alle bozze di mille post che fluttuano nelle loro menti con i titoli più strani (Errori, Prima, Tipologie...), ma non sanno se farli uscire allo scoperto.
Poi rileggono di un anno fa, di quando loro ora pensano fosse tutto diverso e migliore, e si accorgono che anche allora erano in preda ad una crisi di ispirazione... sarà gennaio, sarà il periodo, sarà la vita. E poi si accorgono che ancora stanno condividendo tutto questo, e forse è un segno che il blocco non è più blocco.

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Esco dal mazzo delle supermamme e dei loro pensieri e prendo la parola. Da sei anni provo a raccontare me stessa e le altre come me attraverso questo blog. Voleva essere una specie di trattato “ de supermammibus ” una carrellata di ritratti, atteggiamenti, manie, paranoie, pensieri ed emozioni propri a chi fa il mestiere, difficile, sorprendente e meraviglioso, della mamma (che poi si intreccia a quello della figlia, della donna, della famiglia, di chi vive). Non so se ci sono riuscita, non so se, invece che parlare di noi , ho parlato solo di me ; non so se il mio punto di vista sulla vita abbia poi interessato qualcuno. Non sono riuscita a trasformare il blog in uno scambio di idee e, se da un lato questo confronto mi faceva paura, alla fine un riscontro mi è mancato. Il marketing pro domo mea (inglese + latino, che sfoggio!) non mi è mai riuscito: magari ho trovato casa, fidanzato, lavoro alle amiche e poi non ho avuto il coraggio di prendere il bidet nuovo per me. Credo sia una ...

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