Passa ai contenuti principali

Vorrebbero

Le supermamme vorrebbero tutto per i loro figli, vorrebbero quello che più li renderà felici, veri, sinceri, vivi e realizzati; vorrebbero essere sicure del futuro, di tutto ciò che sarà anche se sanno benissimo che ciò non è possibile.
Talvolta vorrebbero l'impossibile.
Ad esempio vorrebbero non avere mai fatto l'ipotesi che un loro adorabile e adorato cucciolo avesse il diabete.
Vorrebbero non aver mai sentito le parole che confermavano l'ipotesi.
Vorrebbero cancellare tutti quei giorni in cui devono capire che ciò che sta succedendo è vero.
Vorrebbero già essere abituate a tutto e forti.
Vorrebbero che il diabete fosse venuto a loro.
Vorrebbero credere ed essere sicure che tutto andrà bene, e che i loro piccoli non soffriranno mai.
Vorrebbero non sentire più niente.
Vorrebbero essere capaci di accettare e vivere e credere sempre.
Vorrebbero non sentire la sofferenza di un figlio che capisce che sarà per sempre.
Vorrebbero volare alte e leggere sostenute dalle braccia di quel Dio che ora vorrebbero esserci più che mai.
Ma si sentono sprofondare ad ogni respiro, schiacciate da un grosso peso sul petto e nel cuore. E se anche sanno, e si dicono, che ce la faranno, tutti assieme, con coraggio ed energia, come tante supermamme prima e con loro, ora la fatica prevale.
Vorrebbero la forza di tutte le supermamme del mondo dentro di loro.

Commenti

  1. Anche se siete voi che dovete resettare tutto e fare i conti con questa sconquassata realtà, sappiate che non siete soli.
    Le FAMIGLIE servono a questo, a mollare le minimali beghe quotidiane e fare quadrato, per sostenere, non solo a parole.
    E questa è una certezza.
    Da opporre al diabete.
    Un abbraccio.
    Nicolò

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Prima persona singolare

Esco dal mazzo delle supermamme e dei loro pensieri e prendo la parola. Da sei anni provo a raccontare me stessa e le altre come me attraverso questo blog. Voleva essere una specie di trattato “ de supermammibus ” una carrellata di ritratti, atteggiamenti, manie, paranoie, pensieri ed emozioni propri a chi fa il mestiere, difficile, sorprendente e meraviglioso, della mamma (che poi si intreccia a quello della figlia, della donna, della famiglia, di chi vive). Non so se ci sono riuscita, non so se, invece che parlare di noi , ho parlato solo di me ; non so se il mio punto di vista sulla vita abbia poi interessato qualcuno. Non sono riuscita a trasformare il blog in uno scambio di idee e, se da un lato questo confronto mi faceva paura, alla fine un riscontro mi è mancato. Il marketing pro domo mea (inglese + latino, che sfoggio!) non mi è mai riuscito: magari ho trovato casa, fidanzato, lavoro alle amiche e poi non ho avuto il coraggio di prendere il bidet nuovo per me. Credo sia una ...

Domande, ricordi, vergogne e dubbi

Certe domande dei propri figli risvegliano ricordi e interrogativi. “Ma per quanto ci lasciavi in terrazza?” può esordire una sera tranquilla uno dei pargoli e alle supermamme si apre un mondo. Si rammentano di cose che erano davvero nel dimenticatoio, di quando l’ultima spiaggia per ottenere qualcosa era mettere in terrazza (per qualche secondo) le proprie creature, con qualsiasi condizione atmosferica, “insensibili” di fronte alla disperazione vera o simulata di aquile indispettite e indisponenti. O di quando l’età dei capricci imperversava e bave, pianti, rotolamenti sul pavimento le faceva sentire impotenti e correvano a leggere Mastromarino, Asha Philips, Bollea e nonostante tutto si sentivano sbagliate, cattive e perse. O si rifugiavano nell’angolo più lontano della casa per non sentirle quelle urla e si tappavano le orecchie e rosicchiavano le unghie e si chiedevano cosa fosse più giusto. A volte esageravano, se ne accorgono ora, altre volte no. Esageravano, e se ne vergognano, ...

La strana felicità

Non è che d'estate le supermamme abbiano smesso di pensare e riflettere. Solo a volte sembra che tutti abbiano da dire su tutto, per ogni argomento ci sono grida e ultime parole, scarso rispetto, categorici giudizi. E così le supermamme hanno preferito tacere per non rischiare di rovinare anche i sentimenti e non farsi travolgere dalla marea delle voci urlanti. Ma poi arriva settembre e i colori sono altri colori, le luci altre luci, i programmi e i progetti si rinnovano. Come canta Jovanotti ci si riempie di una strana felicità. Strana, perché sembra impossibile essere felici rimpiangendo quasi già l'estate con i suoi viaggi, le soste, le dormite assolate, le cicale e i grilli nelle orecchie e gli odori di bosco, salsedine, crema solare, afa ancora nel naso. Felicità perché c'è voglia di rinascere, di nuovi incontri, di migliorare, di futuro già presente. Le  supermamme si sono sempre chieste come farebbero a vivere in una parte del globo senza cambio di stagioni, perc...