Passa ai contenuti principali

Supermamme da far girare la testa...

S'è già ampiamente detto in questa sede di come varie siano le tipologie di supermamme. Ci si soffermerà quindi oggi su una particolare tipologia piuttosto strana in cui però qualcuna di esse si potrà sicuramente riconoscere.
Di aspetto gradevole e piacevole agli occhi degli altri (loro non si piacciono); rassicuranti e concilianti nel carattere (a parte le furie dei cinque minuti, segretamente celate tra le mura domestiche e riservate in genere a chi loro amano di più); affidabili e puntuali nelle faccende domestiche e sul lavoro (ma quanto a volte vorrebbero buttare tutto all'aria e tirare un urlo di bastaaaaa!); ordinate e curate nella persona (senza essere troppo appariscenti e sfacciate); di segno zodiacale in genere dalle definite caratteristiche di "fedele", "amico", "determinato"... in genere le supermamme (e donne) con tali caratteristiche sono quelle che tutti definiscono "da sposare" e non si sa mai bene se questo è da intendere come un complimento o no.
Da ragazze veniva loro detto che "mezza scuola" le corteggiava: loro non se ne accorgevano, ed era ben difficile dal momento che nessuno apertamente si faceva avanti se non i casi più particolari ed eccentrici, strani menestrelli dal cuore romantico, o esseri gentili e cortesi che a loro non interessavano affatto, preferendo nei sogni il "bello" di turno dal cuore gelido e spietato.
Così, mentre le loro compagne si destreggiavano nelle prime, seconde, terze... esperienze amorose adolescenziali, loro aspettavano il vero amore e tutte le consolavano dicendo che erano "così inarrivabili che nessuno ci provava" (altra espressione di dubbio significato efficacemente consolatorio).
(Ma poi il vero amore è arrivato segnando un punto a favore della loro pazienza ed affidabilità: ma questo è un altro capitolo).
Ora, da supermamme, il loro fascino pare aumentato, l'aria apparentemente sbarazzina le fa sembrare un po' più giovani e la presenza dei pargoli accanto conferisce loro un plusvalore di cui non sospettavano.
Certo è che si devono accontentare. Non stiamo parlando infatti di giovani adoni con lo spritz in mano davanti a locali alla moda affollati all'ora dell'aperitivo, a lasciare loro il passaggio. Piuttosto di quei vecchiotti che chiacchierano delle millemiglia in città davanti ai giardini e si girano con nonchalance, o di quelli che galantemente le fanno entrare per prime nel negozio dei formaggi o in banca; o di quelli che le squadrano da capo a piedi da dietro il quotidiano aperto in biblioteca o nel bar del paese; o che si sentono in dovere di fare gesti da addetto portuale all'imbarco del traghetto quando loro stanno semplicemente uscendo da un parcheggio.
Non è una gran consolazione in effetti sentirsi corteggiate e apprezzate da una fascia di età magari galante e gentile (mah!), ma ancora una volta sfasata rispetto alle loro aspettative almeno anagraficamente parlando.
Anche se ad onor del vero non è solo così: ogni tanto ci si mette anche il collega mandrillo o l'amico di famiglia o il cugino gentile ad apprezzare le loro grazie e rinforzare il loro ego; ma soprattutto, rincasando, apprezzano quel "sei bellissima amore mio" che fa intendere come l'amore (o la presbiopia) davvero trasfiguri la realtà e la sublimi. Riflessa nello specchio in entrata quell'immagine di panda occhiaiuto, con il colorito spento e i capelli scomposti, loro non riescono a vederla come "bellissima", ma apprezzano lo sforzo, ed è una botta di autostima.
E poi, in fondo, quel pomeriggio, galoppando velocemente per raggiungere il parcheggio scaduto, mentre passavano davanti al monumento a quei pensionati gentili avevano fatto girare la testa, no?

Commenti

Post popolari in questo blog

Prima persona singolare

Esco dal mazzo delle supermamme e dei loro pensieri e prendo la parola. Da sei anni provo a raccontare me stessa e le altre come me attraverso questo blog. Voleva essere una specie di trattato “ de supermammibus ” una carrellata di ritratti, atteggiamenti, manie, paranoie, pensieri ed emozioni propri a chi fa il mestiere, difficile, sorprendente e meraviglioso, della mamma (che poi si intreccia a quello della figlia, della donna, della famiglia, di chi vive). Non so se ci sono riuscita, non so se, invece che parlare di noi , ho parlato solo di me ; non so se il mio punto di vista sulla vita abbia poi interessato qualcuno. Non sono riuscita a trasformare il blog in uno scambio di idee e, se da un lato questo confronto mi faceva paura, alla fine un riscontro mi è mancato. Il marketing pro domo mea (inglese + latino, che sfoggio!) non mi è mai riuscito: magari ho trovato casa, fidanzato, lavoro alle amiche e poi non ho avuto il coraggio di prendere il bidet nuovo per me. Credo sia una ...

Domande, ricordi, vergogne e dubbi

Certe domande dei propri figli risvegliano ricordi e interrogativi. “Ma per quanto ci lasciavi in terrazza?” può esordire una sera tranquilla uno dei pargoli e alle supermamme si apre un mondo. Si rammentano di cose che erano davvero nel dimenticatoio, di quando l’ultima spiaggia per ottenere qualcosa era mettere in terrazza (per qualche secondo) le proprie creature, con qualsiasi condizione atmosferica, “insensibili” di fronte alla disperazione vera o simulata di aquile indispettite e indisponenti. O di quando l’età dei capricci imperversava e bave, pianti, rotolamenti sul pavimento le faceva sentire impotenti e correvano a leggere Mastromarino, Asha Philips, Bollea e nonostante tutto si sentivano sbagliate, cattive e perse. O si rifugiavano nell’angolo più lontano della casa per non sentirle quelle urla e si tappavano le orecchie e rosicchiavano le unghie e si chiedevano cosa fosse più giusto. A volte esageravano, se ne accorgono ora, altre volte no. Esageravano, e se ne vergognano, ...

La strana felicità

Non è che d'estate le supermamme abbiano smesso di pensare e riflettere. Solo a volte sembra che tutti abbiano da dire su tutto, per ogni argomento ci sono grida e ultime parole, scarso rispetto, categorici giudizi. E così le supermamme hanno preferito tacere per non rischiare di rovinare anche i sentimenti e non farsi travolgere dalla marea delle voci urlanti. Ma poi arriva settembre e i colori sono altri colori, le luci altre luci, i programmi e i progetti si rinnovano. Come canta Jovanotti ci si riempie di una strana felicità. Strana, perché sembra impossibile essere felici rimpiangendo quasi già l'estate con i suoi viaggi, le soste, le dormite assolate, le cicale e i grilli nelle orecchie e gli odori di bosco, salsedine, crema solare, afa ancora nel naso. Felicità perché c'è voglia di rinascere, di nuovi incontri, di migliorare, di futuro già presente. Le  supermamme si sono sempre chieste come farebbero a vivere in una parte del globo senza cambio di stagioni, perc...