Passa ai contenuti principali

Perchè?

Perché di notte anziché dormire i pensieri a volte si impongono e ci tengono all’erta nella loro oscurità o nella loro precisione?
Perché non si riesce a rimandare a domani la riflessione, la programmazione, ogni stupida o grande considerazione?
Perché di notte sembra tutto chiaro, limpido e liscio e poi il mattino ogni pezzo non si incastra più bene?
Perché ci si sposta l’anello sulla sinistra per ricordarsi quella cosa e al mattino non ci si ricorda cosa si doveva ricordare? (ma l’anello lì a sinistra c’è)
Perché cose che sembravano immense di notte ora con la luce diventano quasi delle sciocchezze?
Perché la mente continua a scrivere post su ogni avvenimento o pensiero e poi non c’è più il tempo o la concentrazione per scriverlo come si deve?
Anziché dormire le supermamme a volte pensano. Perché?

Commenti

Post popolari in questo blog

Prima persona singolare

Esco dal mazzo delle supermamme e dei loro pensieri e prendo la parola. Da sei anni provo a raccontare me stessa e le altre come me attraverso questo blog. Voleva essere una specie di trattato “ de supermammibus ” una carrellata di ritratti, atteggiamenti, manie, paranoie, pensieri ed emozioni propri a chi fa il mestiere, difficile, sorprendente e meraviglioso, della mamma (che poi si intreccia a quello della figlia, della donna, della famiglia, di chi vive). Non so se ci sono riuscita, non so se, invece che parlare di noi , ho parlato solo di me ; non so se il mio punto di vista sulla vita abbia poi interessato qualcuno. Non sono riuscita a trasformare il blog in uno scambio di idee e, se da un lato questo confronto mi faceva paura, alla fine un riscontro mi è mancato. Il marketing pro domo mea (inglese + latino, che sfoggio!) non mi è mai riuscito: magari ho trovato casa, fidanzato, lavoro alle amiche e poi non ho avuto il coraggio di prendere il bidet nuovo per me. Credo sia una ...

Domande, ricordi, vergogne e dubbi

Certe domande dei propri figli risvegliano ricordi e interrogativi. “Ma per quanto ci lasciavi in terrazza?” può esordire una sera tranquilla uno dei pargoli e alle supermamme si apre un mondo. Si rammentano di cose che erano davvero nel dimenticatoio, di quando l’ultima spiaggia per ottenere qualcosa era mettere in terrazza (per qualche secondo) le proprie creature, con qualsiasi condizione atmosferica, “insensibili” di fronte alla disperazione vera o simulata di aquile indispettite e indisponenti. O di quando l’età dei capricci imperversava e bave, pianti, rotolamenti sul pavimento le faceva sentire impotenti e correvano a leggere Mastromarino, Asha Philips, Bollea e nonostante tutto si sentivano sbagliate, cattive e perse. O si rifugiavano nell’angolo più lontano della casa per non sentirle quelle urla e si tappavano le orecchie e rosicchiavano le unghie e si chiedevano cosa fosse più giusto. A volte esageravano, se ne accorgono ora, altre volte no. Esageravano, e se ne vergognano, ...

Nonne e supermamme lontane

Certe donne di una volta vivono una vita intensa e piena: diventano supermamme giovanissime, sostengono diverse gravidanze, organizzano, cuciono, tagliano, inventano, cucinano con maestria, badano a figli, casa, giardino, gente che gira per casa, marito d’altri tempi, lavano, stirano, raccontano, affrontano i diversi tsunami della loro esistenza con forza e coraggio vacillando appena… Anche la vecchiaia che avanza non le scompone, o le muta lentamente e la loro forza le aiuta. Fino a che un giorno qualcosa si inceppa. La memoria le tradisce o, peggio, la loro mente galoppa lucida mentre occhi o orecchie o mani o gambe diventano nemici, ostacoli, e non riescono più a fare ed essere quello che prima facevano o erano. I figli e i nipoti, indaffarati, intrappolati nei ritmi della società civile, difficilmente riescono da soli ad essere d’aiuto a quelle supermamme nonnine che si stanno trasformando. Così intervengono eserciti di supermamme in carovane dall’est disseminate nei paesi d’Europ...