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Profezia

Quando da ragazze sentivano che alla Madonna "una spada trafiggerà l'anima" ascoltavano e già ne rimanevano turbate, immaginando quello squarcio nell'intimo profondo, ma non sentendolo dentro. Da quando sono divenute madri quella profezia se la ritrovano un po' su di sé. E quello squarcio, piccolo o grande che sia, si materializzerà via via nelle diverse circostanze della vita, profondo e celato, mostrato a tratti solo da quella inconfondibile profondità di sguardo che solo le supermamme hanno. A tratti. Mentre cullano il piccolino per farlo addormentare, e la sua neonata manina le percorre avanti e indietro sul petto a cercare consolazione e protezione, e in quella indicibile gioia misto anche il desiderio interrogativo di poterla offrire sempre, quella protezione. Mentre sgridano anche ragionevolmente i propri figli, ma usando le parole o i toni o gli esempi meno adatti: se ne accorgono, non sanno già più come rimediare, e sanno già che quelle parole saranno...

Disfando l'albero

Sicuramente l'ottodicembre o giù di lì le supermamme hanno messo in piedi l'albero, come da tradizione. E sicuramente il seigennaio o giù di lì le supermamme lo hanno rimpacchettato. L'hanno messo su per i propri pargoletti infanti, in versione minimal o sopraelevata per evitare lanci di palline o ingestione di finte pignette; oppure l'hanno costruito assieme ai loro figlioli che hanno puntualmente posizionato palline, stelline, cuoricini e angioletti su un unico ramo che avrà fatto pendere inevitabilmente l'ikeizzato abete da un lato; hanno magari pure litigato per il suddetto posizionamento rovinando l'atmosfera che avrebbero voluto natalizia e pacifica; hanno forse lasciato fare ai ragazzi più grandi fidandosi, o quasi, delle loro ormai raggiunte abilità. Di certo alcune certezze, ciascuna le sue: necessità di musica natalizia di sottofondo durante l'esecuzione; necessità di passare l'aspirapolvere subito dopo, data l'innumerevole quantità di a...

Sottile crinale

Non si accorgono di superare quel sottile crinale se non un attimo dopo. Fino al secondo prima qualche avvisaglia, ma non consapevolezza.  E poi in un lampo capiscono. Che prima li tenevano al caldo in braccio davanti alla finestra, indicando sull'albero il merlo infreddolito o il pettirosso con le piume gonfie; ora li guardano carichi di libri sfrecciare in bicicletta, nello stesso freddo inverno e con il merlo (lo stesso?) appollaiato sul ramo. Che prima insegnavano loro ogni cosa, dai fondamentali della vita, alle teorie più sofisticate; ora li cercano per farsi spiegare chi è quel personaggio, per far funzionare un aggeggio, perché usano meglio il power point, per un consiglio sul trucco o il look ("no, mamma, così sembri troppo giovane/vecchia..."). Che prima li scarrozzavano in giro per il mondo con quel senso di responsabilità della mamma felina che li proteggeva da tutto e tutti; ora se li portano in giro per compagnia, per non viaggiare sole, per sentirsi loro...

Ottimizzare

Una pratica assai diffusa tra le supermamme, un po' per necessità, un po' per attitudine, è quello di ottimizzare. Il tre per due l'hanno inventato loro: nel tempo in cui normalmente le persone normali fanno due cose, loro ne fanno minimo tre. Tralasciando i risvolti negativi riscontrabili in siffatte pratiche, ci si potrà concentrare su un esempio significativo: lavarsi i denti. Mentre spazzolano energicamente denti e gengive prima di coricarsi esse non riescono a stare ferme e minimo minimo controllano lo status di sopracciglia cespugliose, ricrescita o fili bianchi, rughe incipienti. Altre volte si aggirano per il bagno (non è forse da cambiare il rotolo della cart'igienica? non sono forse ancora sparse le mutande dei loro adorati conviventi?); o, se il lavaggio si protrae, addirittura per la casa (spostano oggetti riposizionandoli nella sede esatta, cercano sotto il lavello l'anticalcare per il portaspazzolini, annotano sul post it , con la mano sinistra, quel...

Insostenibile

Non è sostenibile che entrino nel liceo dove hanno studiato trent'anni fa, per la prima volta da allora, come mamme. Non è sostenibile che vadano a ricevimento, per sentire news sui figli, proprio dai loro professori, in una strana deformazione dei ruoli da giostra degli specchi, in cui non sanno se a predominare sia la lontananza da quei tempi o la sensazione che sia passato un soffio. Non è possibile che tutto sia così uguale e così diverso. Che le porte laccate grigio trasudino ancora quel topastro colore sotto le nuove sgargianti e posticce laccature. Che i libri dietro le grate della biblioteca siano probabilmente gli stessi mai consultati già da loro anni addietro. Che la prof. di filosofia incuta ancora quella sottile soggezione dietro il sorriso tirato e sia permeata dalla stessa aria di stronzaggine di quando faceva sentire insignificanti e sbagliati i suoi alunni e anche loro. E chissà se gli archivi conservano ancora quei filmati sull'Adige o la tragedia greca, rigo...

Non da sole

Non dovevano superare le 500 battute, non dovevano far altro che parlare di sé e della loro visione delle cose, non dovevano che spedire con raccomandata il loro racconto, non era niente altro che un racconto scritto tempo prima in un pomeriggio d'estate al mare come esigenza profonda e voglia di tirare fuori... Ma siccome lo spirito è quello di condividere per non sentirsi troppo sole, eccolo qua, quel racconto, che se non altro ha regalato alla loro famiglia un viaggio in freccia argento per Firenze, una mattinata di "diabete a colori" e condivisione e un pomeriggio per le vie antiche e sempre nuove della repubblica de' Medici, con un po' di soddisfazione per quella "menzione speciale" che non hanno ancora capito se sia un premio di consolazione di cui essere contente o il segno della mediocrità.... Non da sole “Ma chi mai sente la necessità di andare in un centro commerciale la domenica pomeriggio?” – si era detta chissà quante volte guardando i me...

Alla vigilia

Alla vigilia dei quattordicianni delle loro figlie le supermamme si rendono conto. Che certi giorni basterebbe davvero una candelina col numero 4 accesa sulla torta, tanto quelle brufolosette si avvicinano a quell'età per testardaggine, insensatezza, capricciosità e lagne. Che certi altri non basterebbe l'infinito per contenere i loro pensieri detti o non detti, palesati o intuiti. Che la loro trasparenza cristallina vorrebbero non venisse offuscata mai. Che l'adolescenza è un periodo di difficile cambiamento; e che soprattutto a cambiare con difficoltà o meno devono essere loro, le supermamme mamme di quattordicenni alla vigilia.