venerdì 18 novembre 2011

Dosare

Come sapienti alchimiste le supermamme devono costantemente dosare gli ingredienti.
Dosare le parole perchè siano quelle giuste, nè troppo sdolcinate, nè troppo dure, nè demoralizzanti, nè incapaci di rafforzare, non stupide, ma ironiche...
Dosare l'amore verso i figli, non tanto per il rischio che sia troppo, quanto perchè sia ugualmente distribuito tra le proprie creature, così che nessuno si senta minore, nessuno maggiore; in modo che le attenzioni verso uno non siano esclusive, ma ciascuno abbia la certezza di avere il proprio posto saldo nel cuore di mammà.
Dosare i sentimenti, perchè la tristezza o la rabbia o la paura di certi giorni non traspaiano troppo o almeno non soffochino la gioia di esserci, di vivere giorno per giorno, di vedere i sorrisi e le prodezze esteriori ed interiori dei propri pargoli.
Dosare il proprio tempo, facendo miracolosi travasi e pozioni tra mille variabili in cui ci sia qualcosa anche per sè, non fosse altro che una risata con i colleghi, un caffè, la lettura di un articolo di giornale (giammai tutt'intero, e che caspita!), giusto per sentire di esserci e di valere come essere indipendente.
Dosare le forze, perchè spesso le supermamme tirano la corda, non si fermano mai, corrono corrono corrono in una specie di delirio di onnipotenza che le porta a fare tutto e dappertutto.
Dosare i ruoli, perchè la miscela tra donna, mamma, moglie, lavoratrice, è una delle più difficili da ottenere, e si rischia di lasciare indietro qualcosa (in genere gli ingrediente donna e moglie).
Qualcuno ha la ricetta giusta?

giovedì 10 novembre 2011

Si può?

Anche con quel peso sullo stomaco, sul cuore, nella testa, le supermamme guardano la luce autunnale e le strade cosparse di foglie gialle e i diversi colori degli alberi che incontrano lungo il loro cammino.
Per un attimo sembra tutto ancora possibile e le supermamme si chiedono se a loro sarà ancora concesso guardare il mondo con quella luce, che è mista di speranza, serenità, sapori e sensazioni nascosti chissà dove come in un riccio di castagna.
Una luce che fino a poco fa le illuminava e le faceva infantilmente essere felici.
Ora si chiedono se sarà ancora così, o diverso e se diverso come.
E, dentro, sperano che tutto ciò non si spenga mai. Anche se adesso il buio la sera cala presto.