sabato 31 dicembre 2011

Auguri

Capita che, distrattamente, guardando dallo specchietto retrovisore, le supermamme si accorgano che ci sono delle strisce di colore, là dietro. Anche se fino a ieri c'era la pioggia, anche se la notte prima la nebbia non faceva vedere il cielo, nè altro.
Si accorgono del rosa, dell'arancio, delle striature e, in fondo, dei profili innevati e stagliati, che fino a ieri non c'erano.
E ripensano alle parole della loro saggia Amica che le consigliava di vedere il bello che c'è nel mondo e sulla terra; di non fermarsi a considerare solo quello che ci vogliono far considerare e che spesso ci colpisce negativamente; di pensare all'amore di tutte le mamme del mondo, unito, che se pure non si vede, c'è, esiste, ed è tanto contrapposto a tutto il male e il brutto che ci mostrano in tanti; di tendere perciò il proprio cuore, ed il proprio essere, alla Speranza.
Ed è proprio questo che le supermamme, come moderne aùguri, guardando quei colori dallo specchietto, si aspettano dal nuovo anno.

martedì 20 dicembre 2011

GGG

GGG, ovvero Gestione di Grumi e Grovigli.
In certi periodi del giorno, dell'anno o della vita le supermamme si trovano a dover gestire dentro e fuori di loro dei grovigli o dei grumi che apparentemente, o realmente, sono difficili da dipanare e da sciogliere.
Grovigli di pensieri, siano essi preoccupazioni, corripsondenze di amorosi sensi o liste interminabili di cose da fare, disfare, sistemare, organizzare.
Grovigli di oggetti, carte da regalo, enormi sacchetti in cui segretamente celare i doni che magicamente compariranno sotto l'albero la mattina di Natale.
Grovigli di strade, quando devono percorrere più volte lo stesso percorso, per andare a lavorare, per la spesa, per prendere il cucciolo chicchessia a destra e a manca (pare che poi crescendo questi ragazzi diventino sempre più esigenti e non possano affatto rinunciare a questo o quell'appuntamento con il conseguente aumento esponenziale delle corse da tassista delle suddette).
Grovigli di sogni e speranze, viaggi pensati o desiderati, mari azzurri o cime luminose, che fluttuano nei pensieri cacciati lontani o nelle ore notturne del dormiveglia.
Grumi di angoscia o stanchezza o malinconia o magari solo di tensione che si fermano a mezza via tra gola e stomaco, come il famoso ovo sodo dell'omonimo film e che si vorrebbero sciogliere in una risata, in un pianto o in una corsa mattutina (le volitive che ce la fanno!).
Grumi di besciamella, polpette, impasti, quando vogliono preparare qualcosa di speciale, di più adatto, di buono, e si ritrovano alle otto passate con le mani impiastricciate e qualcuno alla porta che ha dimenticato le chiavi.
Grumi di cose dette, non dette, dette male, dette a metà, che le supermamme desidererebbero stemperare con un po' di latte magico, capace di appianare tutto, di rendere liscio e omogeneo ogni giorno, consumato in tranquillità e dolcezza.
In questa difficile GGG che sembra una missione impossibile, accade che talvolta ci sia qualcosa di inaspettato, un abbraccio a fine giornata tra guance paffute, una "girandola di baci" che nessuno prevedeva, delle risate spontanee gorgoglianti dal cuore dalla cameretta dei ragazzi.
E allora le supermamme si accorgono che non servono, il più delle volte, tante parole.

giovedì 1 dicembre 2011

Tempo di letterine

Nella fervente attività degli gnomi lapponi aiutanti di Babbo, capita che nello smistare la posta si trovino di fronte ad una lettera come questa, scritta da una supermamma...
"Caro Babbo Natale,
non ti chiederò quest'anno una miracolosa crema per il contorno occhi per colmare i solchi scavati da preoccupazioni, lacrime notturne e pensieri, e da meravigliosi caldi raggi di sole in luminose giornate estive o in insospettabili limpidi giorni d'inverno;
non ti chiederò il desiderato fornello a 5 piastre per avere lo spazio per una padella in più quando vengono gli amici o per il pentolone delle feste a sobbollire nel mezzo, esalando profumi e vapori che fanno già famiglia;
non ti chiederò quei maglioncini o quelle canottierine lana-seta plissettate o quegli abitini o caldi e coccolosi ed anche un po' sexy che ho addocchiato nelle vetrine già addobbate e illuminate, forse inutilmente dati i tempi;
non ti chiederò il cagnolino o il gattino che tanto vogliono le mie bambine e che farebbe voglia anche a me se non abitassi al secondo piano di un condominio e se non ci fosse l'allergia ai peli di quelle bestiole!;
non ti chiederò il miracolo di fermare quel che di brutto o indesiderato o crudele c'è già dentro le nostre case e nel mondo visto che per i miracoli è meglio rivolgersi ad altri e magari già si stanno mettendo le mani nei capelli per come fare;
mi basterebbe avere cuore e piedi caldi,
e abbracci e famiglia
e parole carezze...
Ma forse sono già a posto.
Buon lavoro, caro Babbo.
"