venerdì 17 ottobre 2014

Quindici?!

Primi termosifoni accesi e vago profumo di mandarino tra le mani. Tanto sonno profondo e tante orecchie tese a scoprire e decifrare nuovi suoni, bisbigli, gorgheggi. Un senso di gioia esplosiva misto a quello di inadeguatezza che non le avrebbe lasciate più. Così ricordano questa stagione autunnale che ha dato alla luce la loro melina tonda e liscia con due occhi di castagne grosse, lucide dischiuse sul mondo.

lunedì 6 ottobre 2014

Adorabili creature

Non c'è dubbio che tutte le supermamme si emozionino vedendo che i loro pargoletti, o quelli delle loro amiche o sorelle o cugine, iniziano la scuola elementare  primaria. Ma perchè?
Mille sono le motivazioni che spingono a guardare con infinita tenerezza quelle adorabili creature:
- quella tappa segna la fine di una fase e l'inizio di un'altra;
- quelle fasi sono molto diverse tra loro: la prima fatta di spensieratezza e tempi lunghi; la seconda fatta di meno leggerezza e tempi più stretti;
- quel "grembiulino" sopra gambette agili e svelte non se lo toglieranno fino a quando saranno uomini e donne con gambe forti e pronte ad andare lontane, a camminare per strade forse molto diverse dalle loro;
- quel sorriso sdentato da bambini di prima diventerà sempre meno ingenuo e perfetto e si trasformerà, prima in dentoni enormi e bocche sgangherate, poi in apparecchio d'ordinanza, ed infine in una bocca nuova che si augurano possa essere sempre riempita da un sorriso sincero;
- la scuola, con tutti i difetti che può avere, insegnerà loro molto, li renderà pieni di capacità e cultura, metterà in movimento i loro perfetti cervellini a cui già non scappa niente e loro ne intuiscono la bellezza assieme alla responsabilità;
-   si augurano infatti che quella scuola protegga, aiuti, formi e sviluppi i talenti presenti in ciascuno di quegli scatenati e perlopiù gioiosi ranocchi;
- amano seguire i primi passi fatti di cornicette e lettere sempre più precise, anche se sul dopopranzo cala sempre un bell'abbiocco;
- si ricordano dei loro primi giorni a scuola come fosse ora, e dei loro pensieri, della voglia di imparare, socializzare e delle paure più banali;
- ricordano il bambinetto figlio dell'amica che veniva fotografato il primo giorno di scuola con grembiule bianco davanti al portoncino e non sembra vero vederlo ora con la barba, l'auto e i  pensieri cambiati.
Così quando scorgono uno di quelle creature muoversi per le strade della città, con quegli zaini colorati e ingombranti sulle spalle, non riescono a fare a meno di pensare a tutto questo e a molto di più, alle evoluzioni e involuzioni dell'umanità, ai progressi e a chi ancora non può imparare nulla, alle scuole bombardate in qualche parte del mondo, alla gioia che dovrebbe essere imparare. E a come per un attimo vorrebbero risentire l'odore della gomma al profumo di uva fragola che non fanno più.

sabato 4 ottobre 2014

Pessimismo cosmico

Sgrunt! ...le supermamme si ritrovano improvvisamente in un turbinio di pessimismo cosmico, che non è il loro, ma dei loro figli adolescenti, o preadolescenti, o postadolescenti, o treenni, seienni, quarantenni che vivono la fase corrispondente a quella adolescenziale.
Quel pessimismo diventa il loro! O perlomeno quel turbinio (di scatole) le pervade intimamente.
Hanno un bel dire gli psicologi e gli psicoterapeuti... Quando ci si è in mezzo non c'è soluzione che tenga. O perlomeno loro  non ne vedono i frutti subito; le supermamme sperano che i semi gettati con saggezza si mostrino più in là, nell'età della ragione.
"Perché prendersela? Il problema è dei vostri figli" - sempre i suddetti esperti in psiche ed educazione.
Ma come riuscire ad ignorare che le magliette stirate e piegate con amore diventano una pallottola informe laggiù nell'armadio in un nanosecondo? Come riuscire a respirare calme quando "quelli" si infuriano contro l'universo mondo con musi lunghi e scuri e nessuna parola riesce a tranquillizzarli? Come non reagire se il loro figlio, carne della loro carne, che fino a poco fa le seguiva docile prendendole per mano, oggi dice che sono delle tiranne e che non rivolgerà mai più loro la parola?
Non sarà facile neppure riuscire a ricomporsi interiormente dopo un uragano di parole, gesti e fatti che hanno compromesso la loro integrità e solidità psicologica! E neppure fare finta di non vedere che sopra il tavolo ci sono ataviche montagne di trucioli di gomma cancellata e sotto il tavolo una decina di fazzoletti di carta usati ed appallottolati. Né vedere che non riescono a staccarsi dalla tv/videogiochi/cellulare/cuffiemusica  e che ("non si deve", ecco la vocina interiore della psiche razionale) solo con qualche minaccia per un po' se ne allontaneranno.
Ma la cosa che infine le farà imbestialire sarà quella vocina dolce e riparatrice che chiederà scusa, quello sguardo tornato momentaneamente dolce e consenziente, quella frase bisognosa di aiuto nei compiti o per un passaggio ad un compleanno. Loro saranno sempre lì a disposizione, come è giusto che sia, ma come vorrebbero un mondo idilliaco fatto di figli sorridenti e dolci che le accolgono al rientro a casa... come aveva ragione Nora Ephron quando consigliava ai genitori di figli adolescenti di prendere un cane: "almeno ci sarà qualcuno che vi accoglierà facendovi le feste quando rientrerete a casa"!