lunedì 30 maggio 2011

considerazioni pseudo sociologiche

A volte le supermamme vorrebbero che qualcuno analizzasse scientificamente l'evoluzione delle famiglie del XXI secolo ed in particolare di quelle di cui loro fanno parte. Probabilmente questo modello per niente codificato, in mutamento e dalle moltissime variabili e sfaccettature, si ritroverà in qualche analisi storico-sociologica contemporanea e sicuramente in qualche libro di storia sociale dei loro posteri. Ma sono loro che vorrebbero capire e, capendo, sapere agire.
Perché a volte si ritrovano a pensare che tutto questo sormontarsi e sovrapporsi di ruoli rispetto al passato non le aiuta e anzi le disorienta.
Forse perché i loro uomini non si sono evoluti come loro hanno fatto o dovuto fare, forse perché loro stesse non sanno "mollare la presa" rispetto a certi predomini, forse perché l'evoluzione non è ancora completa e il cambiamento è sempre portatore di fatica. Certo è che a volte non sono così sicure che la loro condizione sia la migliore in senso assoluto. Non sono più scimmione, certo, ma cosa sono poi oggi?
Le supermamme del presente conoscono il famoso multitasking come condizione base della loro esistenza; loro cucinano tre pasti al giorno, stendono bucati con migliaia di calzini, vanno a riunioni per battesimi, comunioni, cresime, per sentire come vanno i figli a scuola, per il basket, la ginnastica, il pianoforte o la danza, fanno spese mirate e al volo o spesone dallo scontrino chilometrico, trasportano immondizie, zaini pesanti, borsoni lungo le scale uscendo al mattino… ma che c’è di strano? “Le femmine si sono da sempre occupate dei cuccioli e della famiglia”.
E’ vero, ma c’è un piccolo, insignificante, trascurabile particolare: loro lavorano anche fuori casa, spesso le loro mamme non lo facevano. Loro devono essere presentabili in ufficio, in negozio, a scuola, nell’ambulatorio o in fabbrica e devono arrivare sul posto di lavoro possibilmente timbrando in orario dopo una gimcana che metterebbe a dura prova qualsiasi altro bipede non avvezzo a ciò. Senza dimenticare, poi, quelle che vogliono anche prestare attenzione all’ambiente, al riciclo dell’acqua dell’insalata, ai giri in discarica, all’approvvigionamento di cibarie o oggetti che richiedono ulteriore energia (umana) da spendere; come le appassionate di cura del corpo e dei capelli, di volontariato in questa o quest’altra associazione…
La matassa dell’evoluzione del loro ruolo diviene difficile da districare. Solo le supermamme sociologhe si prenderanno anche questa cura!

mercoledì 18 maggio 2011

inutilissime nostalgie

Ci sono certi mesi che passano per lo più inosservati alle supermamme, forse per la quasi assenza di colori, di luci speciali e per l'ottundimento nebbioso che fa propendere al letargo.
Maggio no.
Maggio è troppo pieno di profumi attiranti, di corse in bicicletta rispolverata dopo l'inverno, di cinguettii e fruscii, di maniche corte e aria sulla pelle, di luce lunga e tiepida, che le supermamme non possono fare a meno di ripiegarsi in tutto quello che questo mese riporta con sè...
il sorriso biancamente perfetto di quel ragazzo che faceva battere il loro cuore;
il gelsomino davanti a cui veniva immortalato un frugoletto di sei mesi in braccio al suo papà;
la festa sotto il glicine dell'asilo e le nuove conoscenze che diventeranno vere amicizie;
le crostatine crema e fragola ai vari compleanni;
il fioretto all'aperto dopo cena e il capire che le vacanze erano vicine;
il primo appuntamento con la lingua secca e il batticuore e le zanzare;
le partite a nascondino finiti i compiti in mezzo alle rose fatte con la talea della bisnonna;
una passeggiata lungo la passerella al mare con due bambine piccole a manina;
il bacio più lungo della storia;
le prove di danza con le porte della palestra aperte e i piumini che entravano;
le passeggiate attorno a casa con il passeggino tornate dal lavoro;
tutto questo è davvero passato così troppo in fretta perchè le supermamme riescano a non crogiolarsi nella stupidissima inutile nostalgia che maggio porta con sè.

domenica 15 maggio 2011

Bilanci e bilance

Chissà perchè al passaggio delle decadi le supermamme si preoccupano, s'interrogano, s'incupiscono. Attorno ai venti (stupide!) si sentono l'ansia di tutta la vita davanti; attorno ai trenta si trovano in un viluppo di eventi che spesso le sovrasta, attorno ai quaranta (e poi forse ancor più al mezzo secolo) sentono che è inesorabilmente tempo di bilanci.
Hanno davvero costruito qualcosa e cosa? a che punto stanno con tutto? si poteva fare di più e come? stanno davvero facendo quello che volevano?... anche se sanno benissimo che è solo un traguardo simbolico, non riescono a fare a meno di arrovellarsi e alternano i loro stati d'animo tra la gioia di esserci arrivate e l'idea che sia un traguardo un po' troppo alto. In fondo negli "enta" si trovavano benissimo e non sanno se sia poi vero quello che dicono nelle riviste tutte le starlette intervistate che finalmente ai quaranta si piacciono, si capiscono, non hanno ansie...
Bah! un po' sarà vero perchè adesso sentono di dover dimostrare meno e grazie ad aggiustamenti ed errori su alcume cose più tranquille sono, ma dall'altro questo non le rassicura affatto perchè è come se ciò avvenisse perchè "tanto, ormai...".
Anche se non vogliono ricadere nel pessimismo, però, ugualmente molte di loro sono colpite dalla sindrome della zampa di gallina, o della buccia d'arancia, o del controllo dieta, o del giro vita. Così alimentano il mercato del "benessere" e c'è chi ricorre a tisane disintossicanti, chi a sedute manipolatorie, chi a corse di prima mattina con leggins e cuffiette (a proposito: tornate di moda le cuffiotte anni '80!!)
... insomma, nella vita delle supermamme che si affacciano ai quaranta, loro malgrado, hanno la meglio i bilanci e le bilance.
(ma l'importante, fin che dura, è non dimostrarlo!)

domenica 8 maggio 2011

rendere grazie?

Ci sono volte in cui le supermamme non sopportano più di vedere calze rovesce buttate in giro per la stanza, mutande levate e lasciate in bagno,nè di dover ripetere all'ennesima potenza le stesse stessime cose che chiunque sarebbe in grado di avere ormai interiorizzato, nè di vedere e sentire i propri figli litigare acremente per una figurina, per un favore non fatto (ma cosa ti costa, poi?), per chi ha iniziato prima a fare qualcosa.
Altre volte, però, sentono così intensamente il privilegio di avere quei cucciolotti accanto che non sanno davvero come rendere grazie alla vita. E' vero, la restituzione di quel momento di grazia avviene sicuramente in uno degli spiacevoli stridii della vita con prole di cui si trattava sopra, ma ugualmente le supermamme sentono la grandezza e l'incommensurabilità di certi momenti.
Passeggiando di mattina presto per Firenze in cerca di scorci e di angoli illuminati dal sole di maggio, sentendosi allo stesso tempo accudite e accuditrici con quella mano stretta alla propria, girando per gli Uffizi e vedere la gioia di scoprire e riconoscere quadri in quegli occhi bambini ma che stanno crescendo, gustandosi, sedute su un terrazzino, una squisita bruschetta al pomodoro, chiacchierando come con un'amica con quella che è invece una tua creatura, sentendosi ricche nonostante la reale penuria di conquibus, riabbracciando il resto della famiglia impegnato prima in una improbabile gara di matematica, temendo che quella dolce fanciullezza si tramuterà ben presto in una lotta adolescenziale all'ultimo sangue, sentendo le ginocchia che non ce la fanno più a camminare, ma desiderando che quella giornata non finisca più con quella luce, quell'atmosfera e quella insolita armonia...
in quei casi le supermamme non sanno come rendere grazie.
Si accorgono che il secondo appena passato è stato di quelli da tenere in cantina e ne hanno già nostalgia.