giovedì 28 febbraio 2013

Storia

Vedendo quel vecchietto di bianco vestito salutare per l'ultima volta affacciato da celebri finestre, le supermamme pensano a tante cose. E aldilà di tutte le parole e le opinioni e le considerazioni e i giudizi e i silenzi che si potrebbero sprecare in occasioni così uniche e degne di nota, le supermamme pensano al momento storico.
Ora loro sono nella Storia, quella che si studierà nei libri (o nei tablet) di storia, quella dei grandi avvenimenti, delle date importanti dei gesti unici e delle loro conseguenze per l'umanità.
Eppure si sentono un puntino, un niente in quella Storia. Da quando quel Papa ormai vecchietto è stato eletto sono passati anni e ricordano come ora il momento solenne e la curiosità che tutti avevano tenuto incollati alla televisione. Sono passati anni in un soffio e con loro tutto quello che ci sta dentro: ricordano che allora i loro pargoli erano piccolissimi e non capivano, o che capivano appena e loro cercavano di spiegare, o che erano già grandicelli e commentavano assieme, o che non c'erano proprio quei frugoli che ora riempiono le giornate così tanto.
Ripensano alla loro Storia da allora, intrecciata con mille altre, a come sia stata pregna di eventi, a come si sia evoluta e involuta in pieghe insondabili, a come qualcosa le abbia sorprese, qualcos'altro spaventato, qualcos'altro ancora riempito di gioia o speranza. La storia di ciascuno infila perle ogni giorno, una dopo l'altra e fa da sfondo ai grandi passi dell'umanità; o viceversa è proprio quella la vera storia, quella delle esistenze di ciascuno, che ha sullo sfondo i grandi avvenimenti.
Quando nasce un figlio, anche se qualcuno tiene la prima pagina del giornale per ricordare quegli avvenimenti contemporanei, non sono quelle notizie a interessare; e neppure quando si scopre di aspettare un bimbo inaspettato, o atteso a lungo, o progettato e incontrato al momento giusto, interessa quello che c'è fuori. Eppure da quel "fuori" altre volte le supermamme si fanno intimorire, se pensano al futuro, a come tutto si dispiegherà, alle decisioni che verranno prese, alle guide che condurranno i paesi, alle idee che circoleranno, alle scelte che verranno fatte...
E' un intreccio misterioso quello tra la loro storia e la storia con la S maiuscola. Ma le supermamme sanno che istante dopo istante ci sono; e ciascuna a suo modo sta dando il proprio contributo, anche quando pare che non serva poi molto.

venerdì 15 febbraio 2013

Tenere e lasciare

Con un gesto dolce e al tempo stesso quasi innaturale le mamme mammifere spingono con il muso i propri cuccioli per farli allontanare da sè, per far capire che ce la possono fare da soli e ce la devono fare da soli.
Non diversamente dovrebbero fare le supermamme umane. Ma non è facile. E diverse tentazioni le portano a intraprendere strade diverse da quelle di un felino, un oviparo, un canide ecc...
Per comodità: più semplice abbottonare un golfino che aspettare 10 minuti perchè il piccoletto lo faccia; più comodo chinarsi per allacciare le scarpe, o prendere gli strappi di velcro, piuttosto che assistere per mesi a quel buffo tentativo di unire le due asole in un nodo saldo.
Per paura: chissà quanto pesa quello zaino, meglio che lo portiamo noi; chissà chi si può incontrare davanti a scuola, meglio arrivare a due centimentri dal cancello; chissà che voti prenderà senza il mio aiuto, meglio che mi sieda lì accanto a controllare, cancellare, correggere; meglio portarlo a fare sport in auto, piuttosto che stare con il pensiero del viaggio da solo in bicicletta.
Per pigrizia: in due minuti il latte nel biberon è pronto e viene scolato, nella tazza c'è il rischio che poi si debba pulire un disastro; se usa quei colori, poi, chissà cosa succederà al divano, meglio un'oretta davanti alla tv, più calma, sicura e pulita; e poi è meglio un pannolino sporco ora che una pozzetta di pipì sul tappeto poi...
Per comodità, per paura, per pigrizia, per inerzia, per il terrore del cambiamento, per non averci pensato, perchè tutti fanno così, per paura di fare soffrire, per paura di soffrire, per tanti motivi diversi le supermamme talvolta fanno fatica a dare quella spinta con il muso ai loro cuccioli, siano essi mini, medi o maxi.
E così invece di seguire l'istinto, le supermamme devono fare lo sforzo di pensare alla cosa più giusta per i loro figli che crescono e si emancipano da loro ad ogni istante che passa. Per farli andare ad una festa da soli, lasciarli per la prima volta andare a scuola in bicicletta, correre il rischio di una figuraccia in matematica, farli sbrodolare con la minestrina fino alle mutande, non andare a rimboccare le coperte la sera per la decima volta, farli assetare se chiamano per l'acqua quando hanno appena bevuto, o far loro decidere la scuola superiore che pensano sia giusta. Guidandoli, sempre, come quel muso dolce e forte che indica la strada.