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Simboli

Le supermamme inguaribili romantiche simboliche streghe neocontemporanee, pur nella loro razionalità e nel loro tenere tutto sotto controllo, attribuiscono agli oggetti inanimati, alle foto, a tutto, un significato recondito.
Per loro non è solo quella cosa lì che sta davanti a tutti; per loro è portatrice di ricordi, immagini, odori suoni, flashback. Come in una proustiana ricerca del tempo perduto.
Così il pigiama consumato a fiorellini con l’elastico ormai andato è associato sempre al primo abbraccio con quel frugoletto minuscolo che già le guardava con occhini spalancati, gli stessi di oggi.
Quel disco di Concato le riporta alla loro gravidanza, alla sottile nausea, all’odore di primavera, alla paura mista alla voglia di nuovo.
L’era glaciale tre le riporta a tanta malinconia, stanche sul divano, riappropriandosi della propria vita, della propria famiglia, in una lunga convalescenza.
Il cassetto della cucina da riordinare si congiunge a quella voglia di fare e riordinare mentre i cuccioli neonati dormono, in quel desiderio di essere vive e attive che supera la stanchezza.
Gioie dolori pensieri e spensieratezza si mescolano alle cose e ritornano improvvisi quando vogliono. E’ anche questa la vita delle supermamme.

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