lunedì 22 giugno 2015

Il vestito della festa

In Italia, per tradizione forse legata al cattolicesimo e all'andare a messa la domenica, si usava e si usa il vestito della festa. Nell'armadio ci sono dei capi che vengono indossati solo la domenica o giù di lì. Accade ancora che anche i ragazzi  possiedano il giaccone "usa e getta" per andare a scuola e quello costoso per andare a messa.
La cosa in sé non ha niente di negativo, anzi è positivo che ci si rechi in luoghi sacri, a cerimonie o ad occasioni importanti vestiti in modo rispettoso e magari un po' speciale. Di certo la stola di seta rosa con paillettes sarà più adatta al matrimonio della cugina che alla spesa nel negozietto dietro l'angolo.
Eppure, fuor di metafora, le supermamme educate sin da bambine "al vestito della festa" si rendono conto che dietro questa abitudine si cela a volte un atteggiamento nei confronti della vita.
Non già perché tale modo di fare potrebbe essere letto come perbenista o fariseo, quanto piuttosto per un'inclinazione psicologica a riservare ad altri momenti e non al presente la possibilità di essere felici.
Tenere nell'armadio una camicia, un vestitino, un paio di pantaloni riservandoli a un momento speciale rischia di essere un errore.
Innanzitutto se in quei panni ci si sente bene perché non uscire di casa a proprio agio anziché infagottarsi in vecchi abiti che magari fanno sembrare old fashioned? E poi perché aspettare inviti, serate, occasioni per vestirsi al meglio? La bellezza della vita va colta proprio oggi, senza eccessi e senza troppe parsimonie. Spesso gli inviti attesi tardano ad arrivare, ma non è lì che si nasconde per certo la felicità,
Si badi bene: qui non si intendono criticare né coloro che vestono casual tutto l'anno anche la domenica, né coloro che si tirano al top anche per andare a prendere i figli fuori dal cancello di scuola.
Si vuole riflettere invece  proprio su quella maglietta di seta portabilissima che aspetta lì in casa un momento speciale, senza avere il coraggio di buttarsi nella mischia, di macchiarsi di sugo o di sudore, di partecipare con entusiasmo al banchetto della quotidianità.
Così le supermamme incerte forse decideranno di aprire quell'anta e indossare colori, forme, tessuti che le facciano stare bene ora, oggi, così, senza aspettare la prossima festa.

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