Passa ai contenuti principali

Ospedale

Alcuni pagliacci dottori si aggirano per la corsia ma le supermamme pensano che proprio alla fine di quella settimana in cui si sentono stanche e provate per il lavoro e tutto il resto non vorrebbero vivere quel momento, non vorrebbero essere lì, a fianco di quel letto mobile con la loro creaturina vestita da gnomo verde con strani calzari e gli occhi smarriti. Gli stessi occhi loro che però stasera hanno indossato quelli della rassicurazione e della tranquillità e il sorriso del coraggio.
Ma sanno bene che mezz’ora, prima quando erano corse a casa in fretta per prendere pigiama e necessario – non si era mica calcolato quell’imprevisto per stasera, anzi veniva la baby sitter per il cinema – non capivano più niente della loro casa e la lucidità e la freddezza non esistevano più. Mosse affrettate automatiche senza pensieri.
E fuori da quella porta dove addormentate senza di loro i cuccioli freddamente vengono violati nella loro perfezione, anche se l’anestesista li teneva per mano, sono lì a parlare parlare e parlare per non pensare e non sentire niente.
Solo le supermamme sanno poi cos’è quella tensione che cala quando ti dicono che è andato tutto bene, e nessuna laurea o festa vale quanto quell’emozione mista a paura e confusione e a tutti gli altri sentimenti che erano sopiti ed ora saltano fuori in un pulsare di tempie. Le supermamme stanno lì, e vegliano, e ce la faranno anche questa volta. Sperano.

Commenti

Post popolari in questo blog

Ragazzine

Le supermamme guardano distrattamente le loro figlie femmine, quelle coccolone e morbide, quelle vezzosette e chiacchierone, quelle che cominciano ad avere le amiche del cuore, quelle che non riescono a trovare la loro, quelle che ormai passano tanto tempo sui libri, quelle che ancor più distrattamente sono già ragazzine. Donne loro, le supermamme, donne saranno loro, le proprie figlie. Ma come? Dentro c’è il loro modello, c’è quello che hanno fatto, provato, vissuto, sentito; quello per cui hanno gioito o sofferto, le battaglie che hanno intrapreso e quelle che stanno ancora combattendo, quello che hanno perso e quello che hanno trovato. Ma per quelle bambine che scappano, cosa si immaginano, cosa desiderano? quale felicità? Non riescono a pensarle diverse da sé, ma neppure uguali. Le vorrebbero, sicure, forti, capaci di muoversi nelle tempeste, passionali e decise in amore, capaci di coltivare i loro sogni, di investire nel futuro con le idee geniali che già ora hanno, di costrui...

Perle preziose

Nella vita di ciascuno e quindi assolutamente anche in quella delle supermamme c’è una profonda esigenza di sentirsi in armonia. Ungaretti nella sua sinteticità esprimeva al meglio questo concetto quando scriveva “il mio supplizio è quando non mi credo in armonia”… Ebbene a volte accade che le supermamme vivano dei momenti, a volte degli istanti, in cui si sentano in pace con se stesse e con il mondo, vorrebbero far durare quel momento, sentono la pienezza e la vita attorno a sé, si sentono avvolte da qualcosa che è grande e le comprende assieme a ciò che è attorno a loro. Spesso nel vivere questa sensazione c’è di mezzo la natura, difficilmente la frenesia della vita di città, la televisione, le corse, gli stimoli e i bisogni veri e falsi della civiltà le fanno sentire altrettanto in armonia. Così vorrebbero conservare nel mucchio quelle perle preziose, e poterle tirare fuori nei giorni in cui la natura e il loro animo sono solo nebbia, uggia, foschia e buio. …Il sole che alle 8 in pu...

Piccolo racconto

La telecamera riprende dall'alto un'allegra tavolata, un venerdì sera come tanti. Adulti e bambini in allegria condividono una pizza, delle bibite, dei giochi sul cellulare, sorrisi e sguardi. Arriva la cameriera per ordinare i dolci, li elenca con dovizia di particolari, spiegando che sono tutti "fattincasa". E la tavolata si zittisce, tutti si guardano interrogativi, decidendo tacitamente cosa fare. I genitori si guardano tra loro, guardano la dottoressa, i bambini supplicano con lo sguardo i genitori, guardano imploranti la dottoressa, immaginano con l'acqulina fette di salame di cioccolata o tenerina. La cameriera resta perplessa con il blocchetto in mano, la penna pronta a segnare qualcosa. Poi una supermamma rompe gli indugi..."stiamo decidendo, sono tutti bambini diabetici..." La cameriera resta ancor più sorpresa come se non fosse possibile trovarsi di fronte ad una tavolata di bambini diabetici che si stanno divertendo, ma dallo sguardo si vede...